
Split sissy quad death” oltre ad esser il titolo perfetto per un album heavy metal è il nome di un finisher definito dall’autore originale “pump work” che ho avuto modo di provare qualche tempo fa.
Non ne avevo un grande ricordo anche perché questa tipologia di serie è come quando da ragazzino ti ubriachi con gli amici: nel mentre ti sembra di divertirti un sacco ma ben presto ti accorgi che è solo una brutta avventura, il giorno dopo ti svegli dicendo “non lo farò mai più” ma la settimana successiva ci finisci di nuovo dentro come un pollo.
Il “pump work” o quello che viene ad oggi definito lavoro “metabolico” è ciò che per me caratterizza la mente del bodybuilder.
Anche se non ci fossero evidenze che queste cose abbiano un loro peso sulla composizione corporea e sullo sviluppo di diverse qualità utili a chi solleva sovraccarichi penso che la maggior parte di noi le ricercherebbe lo stesso.
Ecco perché vale la pena farci dei ragionamenti e valutarne delle applicazioni pratiche ed interessanti.
Vai a provarlo ed alla conclusione fammi sapere come stanno le tue cosce anche se mi piacerebbe passarti un principio più che una o due metodiche fini a se stesse poiché il principio è applicabile ovunque una volta appreso la metodica singola diversamente è rilegata ad un contesto ben preciso.
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