
Dai 9 ai 12 secondi per esprimere la massima forza contro un oggetto inamovibile per ottenere la massima resa in termini di forza ed ipertrofia.
Questo promuoveva negli anni ’60 Bob Hoffman nel suo libro.
Posizionarti lì per 9-12 secondi ti permetterà non solo di praticare il punto più difficile dell’alzata più volte ma anche di esser più forte ed efficiente nella gestione del carico dove tu vuoi.
La contrazione veniva eseguita con un rack con due pin messi abbastanza vicini tra loro, il bilanciere al centro e, partendo dal pin basso, staccavi il bilanciere e lo spingevi contro il pin alto con tutta la forza che avevi.
Una delle cose più difficili da accettare per chi si approcciava all’allenamento isometrico era che si partiva con una singola contrazione massimale al giorno per esercizio e gli esercizi nel protocollo originale erano 6 o al massimo 8 quindi il tempo totale di allenamento era veramente esiguo.
L’unico modo di far funzionare questa fase è incrementare costantemente le tensioni, acquisire nuove capacità di spingersi oltre il limite.
Se sei abituato ad allenarti a buffer non pensare neanche ad una cosa del genere ma ragiona su serie multiple che termineranno quando l’output di forza decresce in modo visibile mentre continuerai a proporre nuove contrazioni fino a che questo sale o rimane costante nel tempo.
Vedrai nei video seguenti una mia idea di allenamento isometrico svolto in modo da dare stimolo completo.
Nelle programmazioni saranno presenti isometrie, serie a range di ripetizioni parziali e lavori dinamici a range completo.
L’idea è quella di usare 3 programmi per passare da non aver mai eseguito isometrie ad iniziare a capirci qualcosa e portarti a casa non solo ottimi risultati ma anche una periodizzazione di lavoro che permetta di gestire al meglio i diversi stimoli in modo concomitante.
Infondo se entri in palestra e non hai mai sollevato pesi nessun istruttore con un minimo di senno ti metterà a svolgere un programma ad altissima intensità senza averti preventivamente insegnato le basi partendo dal “come” svolgere gli esercizi al “quali” fare!
Questo sarà il percorso attraverso cui ti porterò nelle prime 3 fasi di questa programmazione.
La quarta fase non deve essere collegata per forza alle precedenti a può esser fatta all’occorrenza dopo un programma di tipo dinamico completo.
Una volta conosciuto lo stimolo questo sarà il modo di ripresentarlo e trarne il meglio senza dover ripetere tutti gli adattamenti.
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